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sabato 22 novembre 2014

Muffin alla ricotta,arance candite e scaglie di fondente...ovvero il "Dolce di Natale"

"Così scoprì la virtù paradossale della lettura, che è quella di astrartci dal mondo per trovargli un senso"  D.Pennac "Come un romanzo"

Non è questo il brano al quale ho deciso di ispirarmi per realizzare la sfida del mese, queste poche righe ho scelto di inserirle prima di tutto perchè spiegano meravigliosamente quello che è da sempre per me la lettura, quello che è il mio personale rapporto con il libro. Non avrei potuto farne a meno.
Sono stata latitante nelle ultime sfide, non volevo, ma per ragioni con le quali non starò qui a tediarvi, non sono riuscita a partecipare.
Ora, forse è solo un caso, o forse un segno, quando ho scoperto che il tema della sfida di questo mese vedeva protagonista oltre alla cucina un testo letterario che fosse d'ispirazione ho,semplicemente, pensato che finalmente ero a casa.
A casa mia non sono mai mancati il cibo e i libri, entrambi hanno abitato la mia infanzia e la mia adolescenza quando la casa, materiale fatta di calce e mattoni, era ancora quella dei miei genitori; entrambi abitano la mia vita di donna oggi, che la calce e i mattoni sono i miei.
A casa mia ci si è sempre nutriti di parole e letto di cucina: non è mai mancato l'amore.
Sono fortunata e ne sono consapevole.
Il cibo, la lettura e l'amore hanno trovato il loro tempo e il loro spazio nel quotidiano, negli spazi sacri lasciati liberi dal lavoro, gli impegni, le gioie, i dolori; dalla vita contingente. Detto questo esiste per me un momento dell'anno, un periodo esatto in cui tutto questo è condensato e appare ai miei occhi con la forza proromente della memoria: il Natale.
Quello delle riunioni con la famiglia numerosa,chiassosa, il tempo della festa, dei pranzi lunghi ed elaborati in cui tutti preparano il loro piatto migliore, sperando di sentirsi dire che è il migliore in assoluto. Quello del tempo libero per eccellenza dove, dopo aver finito di scartare i regali ti siedi e lentamente ti godi il piacere dello sfogliare le pagine del libro nuovo che qualcuno ha scelto per te.
Quel Natale del Dolce di Natale che nel mio caso non è uno ma bensì due: i cannoloi siciliani di ricotta e cioccolato e il panettone con i canditi. Per quanto possa sembrare una strana coppia per me è perfetta ...e allora, di seguito, un estratto del testo letterario che mi ha ispirato "Il caso del dolce di Natale" Aghata Cristie e la ricetta dei miei Muffin alla ricotta, canditi all'arancia e scaglie di fondente, con crema di ricotta e zeste brinate. 

"Il pranzo di Natale iniziò alle quattordici, e fu una gran festa.
ciochi di legna giganteschi scoppiavano allegramente nel camino e una babele di molte lingue che chiacchiervano tute insieme si fondeva e sovrastava il loro allegro scoppiettio.La zuppa di ostriche era già stata consumata,due enormi tacchini erano arrivati e vennero portati via,ridotti allla pura e semplice carcassa di ciò che erano stati.E ora momento culmine del pranzo,ecco che il dolce di Natale veniva servito in tavola con tutte le cerimonie del caso Il vecchio Peverell,mani e ginocchia tremanti per la debolezza egli ottant'anni,non permetteva ancora a nessuno di portarlo in tavola. La sigora Lacey, seduta al suo posto,si stringeva le mani incrociate per il nervosismo e l'apprensione.Un Natale,ne era certa sarebbe crollato sl pavimento morto.Ma dovendo scegliere tra il rischio di vederlo crollare cdavere al suolo o provocargli un tale senso di dolore e di offesa che il povretto, probabilmente, avrebbe preferito morire all'istante piuttosto che sopravvivere, aveva optato per la prima alternativa.
Sul piatto d'argento il dolce di Natale riposava in tutto il suo splendore. Era grosso come un pallone da football portava infilato un ramoscello di agrifoglio come una bandierina trionfante ed era ircondato da un cerchio di magnifiche fiamme blu e rosse. Ci furono grida di entusiasmo e esclamazioni piene di ammirazioni.
La signora Lacey aveva ottenuto un piccolo successo: era riuscita a convincere Peverell a posare il piatto con il dolce davanti a lei, invece di portarlo in giro per tutta la tavola a servire i presenti uno per uno. Avrebbe distribuito lei le porzioni. Rapidamente i piatti vennero passati tutti intorno, con le fiamme che lambivano ancora le singole porzioni[...]
La singnora Lacey si appoggiò allo schienale della sedia con un sospiro di soddisfazione. "L'operazione dolce di Natale" era stato un successo. Eccone una fetta davanti a ciascuno, con le fiammelle che ancora ardevano ci fu un momento di silenzio intorno alla tavola mentre tutti formulavano in silenzio il loro desiderio." 
A.Cristie, "Il caso del dolce di Natale"

Muffin alla ricotta,arance candite e scaglie di fondente


Per i canditi all'arancia:
arance non trattate
zucchero
acqua

Ho lavato ed asciugato le arance,ho ricavato le zeste,le ho messe in acqua per due giorni  cambiando spesso l'acqua.Il terzo giorno le ho asciugate e tagliate a striscioline spesse, dopodiché mettetele in un tegame con un tanta acqua da ricoprirle e le ho fatte bollire per 2 minuti; ho fatte raffreddare il tutto, poi buttato via l‘acqua e ripetuto l’operazione per altre 2 volte, al fine di togliere l’amaro delle bucce.

Finita la terza bollitura, ho tamponato le bucce per togliere l’acqua in eccesso e le ho  pesate. Ho preparato in uno sciroppo di zucchero e acqua, in cui sia l'acqua che lo zucchero avessero lo stesso peso delle bucce scolate; vi ho immerso le bucce e le ho fatte cuocere fino alla completa asciugatura dello sciroppo, facendo attenzione però a non fare caramellare lo zucchero, che non deve scurirsi, ma solo addensarsi.Terminato il procedimento ho messo le bucce ad asciugare.
Per le scorze candite e brinate ho semplicemente passato, prima che fossero del tutto asciutte, le scorze candite nello zucchero semolato.
Per i canditi che ho utilizzato all'interno dei muffin, ho semplicemente lasciato che si asciugassero per una notte e il giorno successivo li ho tagliati delle dimensioni dei canditi classici.

Per la crema di ricotta di accompagnamento
250 g ricotta fresca di pecora
125 g zucchero semolato
50 g cioccolato fondente 70%
La crema di ricotta l'ho realizzata lasciando riposare la ricotta in frigorifero per una notte affinchè perdesse del tutto il siero e risultasse compatta poichè l'aggiunta di zucchero successiva altrimenti l'avrebbe resa troppo morbida. Successivamente l'ho montata con lo zucchero ed ho passato il tutto al setaccio ed ho aggiunto il cioccolato a pezzeti piccoli e scaglie.
Per i muffin
300 g di farina 00
125 g di yogurt al pistacchio
100 g di ricotta
100 g di burro
  80 g zucchero di canna 
100 g di canditi all'arancia
 80 g cioccolato fondente 70%
 50 g di mandorle tostate ridotte in piccoli pezzi
  8 g lievito secco per dolci
  1/2 cucchiaino di bicarbonato
   2   uova
Ho seguito le preziosissime indicazioni di Francesca indi:
In una ciotola media ho lavorato il burro a crema con lo zucchero.
Unito le uova mescolandole con una frusta, aggiunto lo yogurt al pistacchio e la ricotta, mescolato bene e messo il tutto da parte.
In una ciotola grande ho setacciato tutti gli ingredienti secchi (le farine con il lievito, il sale, il bicarbonato) ho poi aggiunto i canditi d'arancia, le mandorle tostate e il cioccolato a pezzi e mescolato per amalgamare bene questi ultimi tre ingredienti, fossero ben ricoperti di farina (ciò impedirà loro di depositarsi sul fondo dei muffins in cottura).
Ho formato una fontana e versato dentro il composto liquido.
Con un cucchiaio  ho amalgamato i due composti mescolando BREVEMENTE, con non più di 10-11 giri di cucchiaio.
Il composto è risultato grumoso.
Ho versato il composto negli stampi della teglia da muffin precedentemente rivestiti con dei pirottini ed ho infornato per circa 25 minuti a forno statico, portato precedentemente ad una temperatora di 190°.Li ho sfornati e lasciati riposare 5 minuti poi li ho tolti dalla teglia e fatti raffreddare su una gratella.
Alla fine ho accompagnato i muffin con la crema di ricotta e fondente e le zeste di arancia candite intere e brinate.
                   
                        Con questa ricetta partecipo alla sfida del mese dell'MTC

Ringrazio veramente tanto la grandiosa Francy e tutto l' Mtchallenge...GRAZIE!















mercoledì 23 gennaio 2013

Il Tiramisú......Un Atto d' Amore


10, 100, 1000, 10.000......miliardi di ricette fantastiche di dolci di ogni foggia, gusto e colore; da forno, al cucchiao, di mini pasticceria, posso provare a farle tutte.
Può anche accadere che, per una serie di fortunati eventi e congiunzioni astrali favorevoli, io riesca a realizzare un dolce tanto buono e perfetto da meritarsi di essere considerato una piccola poesia...ciò nonostante colui il quale dorme nella parte destra del lettone, con una regolaritá quasi imbarazzante, vorrá che io gli prepari sempre lo stesso dolce e cioé il banalissimo e, da me ormai odiatissimo, tiramisù!
Il tiramisú é il primo dolce in assoluto che ho preparato interamente da sola, della prima volta che l' ho fatto si perdono le tracce nella notte dei tempi.
Ho imparato a farlo guardando mia madre che lo preparava per il compleanno di suo fratello, mi é sempre venuto bene e sempre bene mi verrá perché é onestamente facile e lo faccio, appunto, da quando ero una bambina...però ammetto, senza vergogna alcuna, che a me il tiramisù mi fa due palle mi annoia da morire!
Perchè prepararlo non mi da nessuna soddisfazione.
Certo, quando lo mangio mi rendo conto che é effettivamente buono, ma questo non cambia il dato di fatto: tra tutto quello che cucino la mia ricetta " spreferita " é il tiramisù e ,per la sempre valida legge di Murphy, é ovviamente anche il dolce preferito del testone che dorme con me.
Così, piú o meno una volta ogni due mesi, ha inizio una sorta di danza che vista da fuori potrebbe assomigliare ad un rituale di corteggiamento del mondo animale ma che invece é una vera e propria guerra di nervi; inizialmente ha un' avvio lento e "subdolo" fatto di melliflui ma mirati riferimenti al nostro famoso classico, poi l'attacco si fa più intenso e continuo, giocato tutto sui toni della lusinga e dell'adulazione ( nessuno, pare incredibile, é in grado di fare un tiramisù buono come il mio...quell'uomo è degno erede di pinocchio!), infine il testone sferra l'attacco definitivo mostrandomi i suoi occhi delusi e giocando su uno dei miei tasti dolenti, il senso di colpa.
Questo teatrino che negli anni é andato perfezionandosi e convalidandosi si protrarrá per giorni finchè io, presa letteralmente per sfinimento, perduta ormai ogni difesa, esaurite tutte le scuse, capitolerò e accetterò di fare ancora per una volta(ma questa volta è l'ultima...ora io degna erede di pinocchio) il dannato TIRAMISU'!
Perciò lo preparo e, giá che ci sono, lo posto anche così, se volete, potete annoiarvi a 
morte anche voi!