La
pecora nera doveva questo suo simpatico appellativo ad una
particolarità che la distingueva da tutti i membri della sua
famiglia d'origine: la pecora nera non amava il pane dolce.
Di
per sé la cosa potrebbe non sembrare così importante ma,
attenzione, in casa della pecora in questione il cibo era una cosa
seria e quello che si cucinava e si mangiava non era mai solo cibo ma
piacere, gioia,tradizione,amore e ricerca e nello specifico caso del
pane dolce, ogni tipo di pane dolce, in quella famiglia non c'era
spazio per i dubbi, il pane dolce era una vera e propria delizia!
Il
pane dolce era nei cuori di tutti.
Di
tutti tranne, appunto, che in quello della pecora nera.
A
niente nel corso degli anni erano serviti gli innumerevoli tentativi
di convincerla del contrario da parte della madre e del padre, a
niente aveva portato l' amorevole sfilza di nuove forme e fogge di
quel benedetto lievitato, con delusione dovettero constatare che non
lo voleva nemmeno sottoforma di schiacciata.
La
pecora nera era irremovibile: lei il pane dolce non lo mangiava.
Non
è che lo odiasse ma non le piaceva.
Persino
il quarto elemento della famiglia, il fratello minore della pecora
nera che certo era il meno brillante e appassionato tra i quattro in
fatto di cucina, continuava a ripeterle che era davvero buonissimo e
tanto meglio per lui così ne mangiava di più.
La
pecora nera crebbe sana e forte, coltivando la passione per il cibo e
la cucina che aveva sempre respirato in quella casa e innamorandosi
di qualcuno per cui questi argomenti erano altrettanto importanti e
con cui era un vero piacere condividerli.
Questo
qualcuno in questione, però, condivideva con lei anche
qualcos'altro...non amava il pane dolce.
Nella
famiglia della pecora nera si urlò al complotto per un po' tra
delusione e incredulità generale, ma il padre della pecora nera era
davvero un brav'uomo, amava molto sua figlia e il pecorone nero gli
piaceva perciò la crisi grazie all'amore fu presto superata; tutti
vivevano felici e per il bene di tutti non si parlò più di pane
dolce.
Non
si parlò più di pane dolce finchè un bel giorno la pecora nera
decise che avrebbe messo in gioco se stesa e il suo amore per la
cucina prendendo parte ad una sfida culinaria in cui si era imbattuta
nel suo girovagare; quando aveva preso questa decisine, la poverina,
non sapeva ancora cosa avrebbe dovuto cucinare ma qualche giorno dopo
scoprì che le coincidenze non esistono e il piatto era un pane
dolce, e non un pane dolce come tanti ma un pane dolce speciale, con
una sua natura sacrale, carico di significati e valori che la pecora
nera, neanche a dirlo, non conosceva.
Di
arrendersi non se ne parlava e la pecora nera decise che dove non
poteva arrivare lei sarebbe arrivata la storia, e così iniziò a
pensare a quel pane dolce come a un qualcosa da scoprire, come ad una
porta che se aperta l' avrebbe portata a conoscere una realtà
diversa dalla sua, una cultura affascinante, una religione da
capire...la pecora nera non amava il pane dolce ma le storie le
amava, eccome.
Fatti
i compitini ed appassionatasi all' argomento la pecora nera trovò
quel che cercava, una storia nella storia: la storia di persone che
non conosceva racchiusa in un pane, la storia di un pane da fare
anche un po' suo.
La
pecora nera preparò con amore e devozione pani dolci a sfare ed
invitò tutta la famiglia ad assaggiarli, a condividerli insieme, a
dire la loro sull' impasto e sui ripieni e capì da subito che
qualcosa era cambiato; loro adoravano il suo pane dolce, loro lo
divoravano felicissimi, tutti, compreso il pecorone, e finalmente si
sarebbe potuto riparlare di pane dolce in quella casa.
Finisce
così la storia della pecora nera, con una ricetta che convinse la
stessa che anche lei, a modo suo, amava il pane dolce...non amava
mangiarlo, ma ora amava da impazzire cucinarlo per gli altri.
PS.
Questo è il mio primo MT Challenge e vorrei davvero ringraziarvi per
avermi permesso di partecipare, mi sono divertita tanto davvero.
In
particolare vorrei ringraziare Eleonora per avermi dato la
possibilità di CONOSCERE.
GRAZIE
A TUTTI.