Partiamo da un punto fermo: io una
terrina non l'avevo mai fatta in vita mia. Non l'avevo nemmeno mai
pensata. L'ho scoperta grazie a Giuliana e bacerò per sempre la
terra su cui questa donna incredibile, questa cuoca eccezionale,
cammina. E un grande grazie lo devo anche all'Mtc che, giunto allasua 64 sfida, mi sta davvero regalando delle gioie, mese dopo mese.
Detto questo io volevo essere una ginnasta, da bambina
sognavo di essere una campionessa di ginnastica artistica. Ero
bravina ma ero troppo alta(chi ride verrà crocifisso in sala mensa,
a 9 anni ero un gigante, il dopo in questo frangente non conta)e, a
dirla francamente, tutta quella disciplina ha stimolato i migliori
piani di fuga della mia infanzia.
Qualche anno dopo volevo diventare una
grande scrittrice, di quelle che scrivono frasi che la gente non
dimentica, capace di comunicare, inventare di far viaggiare le
persone sul profilo delle parole; ma la mia penna è sempre stata
discreta e mai eccellente.
Più di ogni altra cosa, però, e
abbastanza costantemente lungo il corso della mia vita, ho desiderato
essere una rockstar!
Usavo la spazzola per capelli come un
microfono, saltavo sul letto e mi immaginavo su palchi, in giro per
il mondo, a suonare e cantare musica rock.
Ho deciso di prendere lezioni di
chitarra; 12 corde che é più elegante e non è vero che il rock non
può essere elegante; anche la distruzione può essere poesia, ma non
divaghiamo.
Ho preso lezioni di chitarra e di
canto, tutto bene, benissimo ma al primo saggio di fine anno ho visto
frantumarsi in mille pezzi quel sogno; mi vergognavo a salire sul
palco e a stare davanti ad un pubblico, non una vergogna normale, un
abisso di vergogna.
Prima di me si esibì una ragazzina
molto brava e molto antipatica che per tutta la serata continuò a
dire a tutti quanto le piacesse l'adrenalina data dal pubblico:
provai un odio profondo.
Lei suonò e cantò due canzoni di Cat
Stevens, io Nirvana umplugged e credo di non dover spiegare la
differenza.
Alla fine della sua esibizione l'avevo
trovata talmente brava e a suo agio che andai a farle i miei
complimenti più umili e sinceri.
Una sconfitta su tutta la linea: avevo
appena scoperto che oltretutto non ero abbastanza cattiva.
Temo in cuor mio di non aver mai
superato il trauma.
Ed infatti negli anni ho continuato ad
esercitarmi in privato fino a comprendere che la mia attitudine rock
poteva essere declinata in mille altri campi della vita e l'esercizio
mi ha portato a migliorare così tanto che oggi posso orgogliosamente
affermare di avercela fatta: nella cucina di casa mia sono una rock
star.
Dovreste vedere i picchi di bravura che
raggiungo quando con i mestoli suono la batteria su pentole e
padelle, degli assoli di chitarra con la schiumarola che nemmeno
Santana, Carlos.
Metto su le play-list di musica rock
più belle e studiate di tutti i tempi e canto con una passione e una
grinta che farebbe invidia anche a Janis Joplin; con la figlia
treenne che si dimena come una groupie accanita e la super nana che
applaude con le manine.
Son soddisfazioni, chè come disse il
saggio anonimo “ Io sono una persona normale fino a quando alla
radio passa la mia canzone preferita”.
E dunque ad una donna che ha concepito
il fantastico pollo fritto con cui ha vinto l'Mtc n63 scatenandosi
sulle note di Satisfaction degli ineguagliabili Rolling Stones non
potevo non provare a portare in omaggio una terrina rock.
Rock nel nero del rivestimento perchè
il rocker è dark per antonomasia, con il verde spinto e disordinato
della gelatina in pezzi come richiamo alle pettinature assurde che si
addicono ad una rock star di tutto rispetto.
Delicata nel sapore della moussline ma
con la nota intensa dei gamberi agli agrumi e menta, come delicate e
al tempo stesso intense sono le più intramontabili ballate.
Con una punta d'amaro e di croccante
che ho tentato di ottenere con lo strato di carciofi, perchè la vita
delle rock star lascia sempre l'amaro in bocca ma non è mai
monotona.
Pungente e spiazzante negli
accompagnamenti perchè la musica rock è comunque musica ribelle.
Per il ripieno della terrina
200 g di filetti di spigola
100 g di filetto di scorfano
7 gamberoni
4 carciofi
200 ml di panna fresca liquida
1 albume d'uovo
succo e zeste di ½ lime
succo e zeste di ½ limone
succo e zeste di ½ arancia
4 cucchiai di olio evo
1 rametto abbondante di menta fresca
1 aglietto fresco
sale e pepe qb
Per prima cosa ho preparato una
marinatura con il succo e le zeste degli agrumi, l'olio, le foglie di
menta spezzettate, un pizzico di sale e uno di pepe poi vi ho fatto
marinare i gamberoni, precedentemente privati di testa e carapace,
per circa 3 ore.
Nel frattempo ho preparato una
mousseline con la spigola e lo scorfano a crudo, anch'essi
precedentemente puliti e ridotti a filetti; ho tritato finemente i
filetti e vi ho aggiunto la panna e l'albume di un uovo, un pizzico
di sale e un pizzico di pepe.
Sono passata ai carciofi che ho pulito,
tagliato finemente e saltato a fuoco vivo in una padella con 3
cucchiai di olio evo e l'aglietto fresco, fino a che non sono
risultati cotti e leggermente croccanti.
Ho ripreso i gamberoni, li ho tolti
dalla marinata e li ho fatti dorare da ambo i lati in padella,
irrorandoli con un cucchiaio di liquido della marinatura, per 30
secondi per lato.
Per il rivestimento della terrina
Sfoglia di pasta al nero di seppia
2 uova
200 g di farina00 + quella necessaria a
spianare la pasta
1 sacca di nero di seppia
1 cucchiaio di olio evo
2 cucchiai di acqua tiepida
1 pizzico di sale
Ho realizzato una sfoglia di pasta al
nero di seppia con metodo classico. Su una spianatoia ho disposto a
fontana la farina con un pizzico di sale, ho sbattuto brevemente le
uova e vi ho aggiunto il nero di seppia, precedentemente sciolto in
due cucchiai di acqua tiepida, e l'olio ho impastato il tutto per una
quindicina di minuti fino ad ottenere una palla di pasta liscia che
ho fatto riposare avvolta in pellicola alimentare a temperatura
ambiente per circa 30 minuti.
Per la gelatina di fumetto e brodo di
carciofi
tutti gli scarti del pesce ad
esclusione delle teste
i carapaci dei gamberoni e le teste
private degli occhi(conferiscono alle preparazioni una nota troppo
amara sgradevole)
1 bicchiere di vino bianco freddissimo
di buona qualità
acqua freddissima qb
1 spicchio d'aglio in camicia
3 cucchiai d'olio
gli scarti dei carciofi: gambi puliti
del rivestimento esterno e foglie più tenere
1 mazzetto di prezzemolo fresco
3 fogli di gelatina
Ho preparato il fumetto facendo
rosolare molto bene tutti gli scarti del pesce in una pentola dal
fondo spesso insieme allo spicchio d'aglio, durante questa operazione
ho provveduto a schiacciare bene gli scarti del pesce per estrarne
tutti i succhi, a questo punto ho aggiunto il vino e fatto sfumare
bene, poi ho aggiunto l'acqua, entrambi molto freddi per avere lo
shock termico necessario ad ottenere un buon fumetto. Ho fatto
bollire il brodo per un'oretta circa e trascorso questo tempo l'ho
filtrato con un colino a maglie strette e tenuto da parte.
Nel frattempo ho fatto un brodo
classico con gli scarti dei carciofi e il mazzetto di prezzemolo,
stavolta però ho fatto cuocere il brodo partendo da acqua fredda con
gli scarti, aggiungendo un pizzico di sale e facendo sobbollire il
tutto per una quarantina di minuti a partire dall'ebollizione
dell'acqua. Ho poi filtrato il brodo eliminando tutti gli scarti; si
ottiene un liquido molto aromatico e dal colore verde smeraldo
intenso.
A questo punto ho fatto la gelatina
riscaldando 150ml di brodo di carciofi e 100ml di fumetto di pesce ed
aggiungendovi i fogli di gelatina, precedentemente ammollati in acqua
fredda e poi strizzati, fino a quando è risultata completamente
sciolta.
Assemblaggio e cottura della terrina.
Per prima cosa ho steso a mano la pasta
al nero in una sfoglia sottile ma non eccessivamente, volevo che il
rivestimento non fosse troppo pesante ma al tempo stesso se ne
sentisse il sapore e fosse evidente l'aspetto cromatico. Ho
sbollentato per un paio di minuti la sfoglia e l'ho asciutta su un
panno pulito, poi con questa ho rivestito la terrina in modo che dai
bordi ne avanzasse molta.
Ho disposto un primo strato di
mousseline di pesce pressando leggermente, poi ho uno strato di
carciofi su cui ho adagiato i gamberoni, ho concluso con un altro
strato di mousseline e richiuso il tutto con la pasta in eccesso sui
bordi. Qui ho commesso un errore poiché volendo ottenere uno strato
superiore liscio avrei dovuto rifilare la pasta dei bordi e coprire
la sommità della terrina con un secondo strato di sfoglia;
richiudendola sopra, invece, ho ottenuto una copertura non abbastanza
liscia. Riflettendoci è ovvio ma lì per lì non ci ho proprio
pensato.
Ho coperto con l'apposito coperchio
della terrina e fatto cuocere in forno a bagnomaria a 180° per 40
minuti circa.
Ultimata la cottura ho fatto
raffreddare a terrina e poi l'ho finita con la gelatina, ne ho
versata una parte ancora liquida sulla sommità e una parte a cubetti
irregolari una volta solidificata. L'errore fatto con il rivestimento
di pasta ha fatto sì che lo strato intero di gelatina non si sia
disposto uniformemente come volevo, per onestà è giusto che lo
dica.
Accompagnamenti
Crackers ai capperi e
origano e Marmellata di pesche peperoncino e zafferano
250 g di farina
100ml d'acqua
1 cucchiaio d'olio
25g di capperi sotto sale lavati ed
asciugati
1 cucchiaio abbondante di origano
siciliano secco
1 cucchiaino di sale
Con l'aiuto della planetaria ho
impastato per una decina di minuti la farina,l'acqua,l'olio e i sale.
Trascorso questo tempo ho trasferito l'impasto sulla spianatoia, vi
ho aggiunto i capperi lavati, asciugati e tritati finemente al
coltello e l'origano poi ho finito di impastare il tutto a mano.
Ho fatto riposare la pasta per una
mezz'oretta. Ho ripreso la pasta, ho tirato una sfoglia sottile e con
la rotella taglia pasta ho ricavato dei rettangoli irregolari che ho
inciso al centro. Li ho cotti in forno a 180° finchè non sono
risultati croccanti e coloriti, ci sono voluti 9-10 minuti.
Per la composta di pesche peperoncino e
zafferano
500 g di pesche pulite e nette del
nocciolo
½ mela a dadini
200 g di zucchero
30 ml di succo di limone
1 peperoncino rosso fresco(ammetto che
ne ignoro la qualità, è della pianta di mio padre)
pistilli di zafferano
Per fare questa marmellata ho seguito
il metodo Ferber
Ho tagliato le pesche e la mela a
dadini di un cm circa, le ho raccolte in una boule e coperte con lo
zucchero e il peperoncino tagliato a listarelle sottili. Ho mescolato
bene e messoo in frigo a riposare per un'ora.
Ho ripreso il tutto e l'ho messo sul
fuoco in una pentola dal fondo spesso e ho portato al punto di
ebollizione poi l'ho tolto dal fuoco e fatto raffreddare. Ho coperto
con pellicola alimentare e fatto riposare in frigo per tutta la
notte, comunque un riposo minimo otto ore.
Ho filtrato il tutto con un colino a
maglie larghe, ho aggiunto i pistilli di zafferano e ho messo sul
fuoco il succo ottenuto che ho fatto cuocere per circa 20 minuti; ho
aggiunto la frutta e fatto cuocere per altri 10 minuti almeno.
A questo punto la marmellata dovrebbe
essere pronta.
Ho scorte di marmellate e composte
fatte in montagna da mio babbo, questa è stata fatta da me a luglio
e mai utilizzata. Aspettava il piatto giusto e chissà.
Giuliana e tutti perdonatemi, se
potete.






