domenica 25 ottobre 2015

Il mio Piccione Ripieno...una "fiaba" moderna










Non so quanti abbiano presente la struttura narrativa della fiaba, io, per motivi professionali, ho una certa familiarità con la cosa e direi che posso sintetizzarla a grandi linee  così:

Personaggio principale:eroe
Equilibrio iniziale
Rottura di questo equilibrio
Peripezie dell'eroe
Ristabilimento dell'equilibrio,conclusione
Le fiabe, eccezion fatta per l'alone di magia che le caratterizza ed il lieto fine, sono spaventose

Ecco, non è che mi sia totalmente bevuta il cervello nè che la mia intenzione sia quella di ammorbarvi con le tecniche della letteratura per l'infanzia, la questione è un'altra, questo schema mi serve come premessa per far capire come portare a termine la sfida MTChallenge di questo mese sia stata per me veramente un'avventura. E, se possibile, anche per farmi e farvi sorridere un pò.
L'eroe protagonista sono io.
La situazione di partenza è la seguente: la nostra, deve portare a termine la missione del mese, realizzare la sua versione di una ricetta fantastica, accattivante, goduriosa proposta da una maga buona e dotata di capacità culinarie magiche chiamata Patty, padrona dell' regno incantato "Andante con gusto".
L'eroina decide perciò di fare appello a tutte le sue, per niente magiche, capacità e alla sua, questa si sconfinata, passione per il mondo gastronomico. Così prende una decisione: Piccione ripieno di castagne e pancetta croccante con purè di patate all'aglio e salsa al Vinsanto!

domenica 11 ottobre 2015

Buon Compleanno Bianca...

“Tu aggrappata ad un angolo di cielo a guardare
questo mondo che si infiamma, che si abbraccia o si scanna
Ci sei tu, con il culo per terra ed il morale alle stelle
a tener su la vita con un paio di bretelle

Tu adagiata su un angolo di cielo a guardare
questo mondo che si affanna, che si illude e si inganna
ci sei tu, la mia unica luna tra milioni di stelle
a tener su la vita con un paio di bretelle“

                                      
  ( Brunori Sas)

mercoledì 23 settembre 2015

Crossaint sfogliati con chibouste all'arancia e granita al melograno...quell'anima ribelle.














C' è un anima ribelle dentro questo mio corpo, nascosta magistralmente, da tanto mi ha salvato nella vita ma mai mi salverà dalle tradizioni. L'ho compreso ormai e lo accetto senza rassegnazione ma con orgoglio. E' lei che ha distrutto tutto il distruttibile, ha mandato in frantumi l'inutile, pulito lo sporco, rifiutato l'ingiusto, spezzato catene rugginose, ma ha preservato sempre una parte di tradizioni; come se ne temesse la forza le ha spolverate, magari smontate ma poi pazientemente, si anche la ribellione può essere paziente, le ha ricostruite.
Quando cammino, quando penso, quando mi arrendo alla felicità o quando combatto la tristezza, quando amo e quando cucino ribellione e tradizione siedono in accordo una sulla mia spalla destra, l'altra sulla sinistra.
Anche questa volta, mentre preparavo questa mia versione dei croissant sfogliati per questa sfida dell'MTC, sospetto che siano state entrambe queste grandi forze a muovere le mie mani.
Così sono nati i miei croissant , in cui sono presenti la passione per le preparazioni dolci realizzate a tarda notte che ho ereditato da una madre della quale ormai non riesco a ricordare più la voce ma ne ricordo bene le notti pasticcere, in cui non manca una crema in onore degli uomini della mia vita, mio padre e l'occupante lato destro del letto, per i quali un dolce non è degno di tale nome senza una crema, dei croissant in cui spicca la sorpresa gelida della granita figlia di una tradizione siciliana che unisce in matrimonio l'elemento freddo e i lievitati. 
Ecco, semplicemente, io non amo la granita dentro la brioche ma ancora una volta quell'anima ribelle che c'è in me non si è mossa per salvarmi dalle tradizioni ed ancora una volta ha avuto ragione lei.

Prima di passare alla ricetta i ringraziamenti che sono d'obbligo; in primis a tutto questo grande universo MTC che davvero ogni mese rinnova la sua magia permettendo a tante persone di crescere, di sperimentare, di migliorare, di divertirsi e di sentirsi parte di qualcosa di bello. Poi il mio profondo grazie alla mitica Alessandra che ha voluto una sfida su una preparazione spaziale che aspettavo con trepidazione e a Luisa Jane Rusconi le cui indicazioni per la realizzazione di una preparazione certamente non scontata sono state un faro nella notte, e non solo in senso figurato!
Infine grazie a Dani, la sua scheda grafica è stata stampata e troneggia nella mia cucina appesa al frigo, chiamarla utile sarebbe riduttivo, e con lei ringrazio tutti coloro che curano gli approfondimenti, i tips and tricks siete bravissimi. 





mercoledì 22 luglio 2015

Soufflè glacè alle susine e menta!

Luglio 2011, la sfida dell'Mtc verte sul tema del Soufflè glacè, io non ne faccio ancora parte, di questo incredibile gruppo intendo.
Non ho ancora un blog, quello in realtà è venuto ancora dopo.
La sfida lanciata da Loredana mi ha intrigato tanto in questi giorni di caldo insopportabile, in più una preparazione in cui compaia la meringa italiana mi conquista, sempre.
Non a caso il nome di questo bloghettino.
Impossibile non prepararne una mia versione per le E-SALTATE!
Per l'esecuzione ho seguito le indicazioni di Loredana.

Suofflè glacè alle susine e menta

Ingredienti






  • 250 gr yogurt bianco
  • 3 albumi (del peso di circa 100gr)
  • 200 gr zucchero 
  • 100 ml acqua per lo sciroppo
  • 200 ml panna montata
  • 2 cucchiai di composta di susine gialle piccole fatta in casa per il cuore del soufflè
  • 3/4 susine fresche tagliate a cubetti piccoli
  • 1 mazzo di menta freschissima

  • Esecuzione

    Rivestire con carta forno degli stampi da soufflè facendola sbordare per 5 cm e fissare con spago da cucina.

    Mettere al fresco.


    sabato 4 luglio 2015

    Pasta fredda del combattente...c'era un ragazzo che come me...




























    C'era una volta un ragazzo, nel pieno del delirio di onnipotenza che si accompagna naturalmente a quella magnifica stagione che è la gioventù, il quale sosteneva che il freddo e il caldo in realtà fossero solo stati della mente; controllando la mente, di conseguenza, essi potevano sparire.
    Portava avanti con gran decisione questa teoria e ad essa applicava anche la pratica indossando in pieno inverno solo magliette a maniche corte striminzite e in estate maglioni di lana.
    Agli occhi della cugina, una ragazzina in piena età dello sviluppo, la cosa appariva alquanto interessante ma tale interesse scemò velocemente poichè il nostro stoico eroe non viaggiava mai da solo ma sempre accompagnato da tremendi raffreddori e mal di testa lancinanti. Così la credibilità del giovane fu distrutta nell'arco di poche stagioni, divenne la barzelletta dell'intera famiglia e capitolò accettando,suo malgrado, la fallacia delle sue credenze e tornando ad indossare gli abiti di tutti i comuni mortali.
    Parecchi, ma parecchi, anni dopo la ragazzina divenuta ormai adulta a tutti gli effetti, boccheggiando sul divano in preda alle allucinazioni dovute ai 40 gradi riscontrati all'interno della sua cara e dolce abitazione, si ritrovò a ripensare a quella vecchia storia. Certo che il ragazzo si sbagliava, certo la realtà dimostrava l'assurdità della sua teoria eppure...senza saperlo aveva portato alla luce una grande verità: a vent'anni si può ancora credere che la forza di volontà e l'esuberanza possano combattere il fastidio legato agli stati fisici; uscire di casa sotto il sole a picco per andare a correre e saccheggiare la vita a piene mani anche alle due del pomeriggio dopo aver scofanato un'intera teglia di lasagne appena tolte dal forno.
    Più tardi per combattere il caldo che fiacca il fisico e annebbia la mente le uniche armi atte alla sopravvivenza sono acqua ghiacciata e scorte di pasta fredda!

    giovedì 25 giugno 2015


    Hamburger del campeggio ovvero una storia di libertà

    Lontano da casa. Libertà.
    Cucinare lontano da casa.Libertà
    Cercare un macellaio che non si conosce sperando che abbia quanto di necessario per realizzare la ricetta che la tua testa ha già pensato ma le tue mani devono ancora realizzare.Libertà.
    Pescare nei banchini che sotto il sole offrono verdura, frutta e conserve fatte in casa e sentirsi vincitori tornando con un cestino pieno di foglie di spinacini novelli, patate, qualche uovo e un barattolo, senza etichetta, pieno di pomodori secchi ed olio d'oliva. Libertà.
    Setacciare, impastare, aspettare in una casa che non è una vera casa ma una casina mobile immersa nel verde. Libertà.
    Non arrendersi all'evidente difficoltà di riuscire a montare una salsa degna di questo nome senza l'ausilio dei tuoi strumenti ma solo usando una ciotola e una piccola frusta a mano che hai infilato in una delle tue valige quando in tutta fretta sei partita da casa. Libertà.
    Unire le varie carni alle erbe fresche che hai trovato e con le mani formare tre hamburger non uno uguale all'altro...come i panini che hai sfornato da un forno sconosciuto, del resto. Libertà.
    Cuocerli su un fuoco che non è solo tuo ma comune a tutti quelli che come te hanno scelto questi giorni per allontanarsi da casa. Libertà.
    Fare tutto con l'odore di sole sulla pelle e granelli di sabbia rimasti incastrati, prigionieri, dei tuoi capelli sempre troppo lunghi e troppo ricci. Libertà.
    Correre all'ultimo minuto al supermercato più vicino, che non è affatto così vicino, e scegliere nel banco dei formaggi uno stagionato di malga, bellissimo, profumatissimo. Di malga, al mare. Scoprire che a volte l'azzardo paga. Libertà.
    Vedere la sua bocca grande, di Lui, che addenta il tutto e si sporca inesorabilmente di carne e formaggio. Vedere le sue mani piccole, di Lei, che si impiastricciano di salsa e pane. Aria fresca e amore nelle loro risate. Libertà.
    Lavare i piatti, troppi, sporchi, da sola in una mini cucina nel silenzio interrotto solo dallo scrosciare dell'acqua e dei Loro respiri ormai fattisi pesanti per il sonno sopraggiunto, brindando con l'ultimo sorso di birra fresca ad un risultato perfetto nell'evidenza della sua imperfezione. Libertà. Assoluta. Senza Prezzo.

    Hamburger di Fassona e salsiccia fresca,con spinacini novelli,pomodori secchi,maionese all'aglio e patate fritte “alla spagnola”





    martedì 28 aprile 2015

    Torta al pan di spagna di Massari con gelatina di lamponi e chantilly...dovevano chiamarmi Alice

    Avrebbero dovuto chiamarmi Alice,
    Non Francesca ma Alice perchè corro sempre, inesorabilmente, dietro a quel benedetto coniglio con in mano il suo orologio.
    Non è tanto il coniglio il fulcro della questione, è proprio l'orologio il mio problema.
    E la frase " è tardi, è tardi" il mio personale mantra.
    Dunque va da sè che sia il 28 sera, va da sè che abbia rincorso per 15 giorni l'attrezzatura per il montaggio inverso di una torta che non è mai arrivato, va da sè che non riesca a pubblicare un post carino, profondo e divertente che tanto avrei voluto scrivere.
    Questa volta soltanto la ricetta con un pò di tristezza per non essere riuscita là dove avrei voluto ma al tempo stesso tanta soddisfazione per esserci, nonostante tutto, anche questa volta.
    Prima della ricetta solo due parole per Caris che ha scritto un post sul Pan di Spagna da incorniciare, un vero saggio perfetto, appassionato, elegante.

























    martedì 7 aprile 2015

    Stinchi di maiale marinati in forno...e ultime possibilità








    Ho pensato che fosse l'ultima possibilità questa per gli stinchi di maiale, dato l'arrivo della primavera.
    Il caldo e gli stinchi di maiale fumanti è tristemente noto che male si accompagnano; insomma due cose così belle, che fanno così bene all'anima, unite in matrimonio non funzionano, risultano pesanti e non c'è gola che tenga.
    Allora ho deciso che quest'anno Pasqua sarebbe stata l'ultima occasione per gli stinchi di farsi belli e buoni e troneggiare in tavola...e loro lo hanno puntualmente fatto!
    Io,invece, ho puntualmente sbagliato: qui da tre giorni è tornato un gran freddo. Costretti a rispolverare, cappotto pesante, sciarpa e cappello chissà per quanto tempo avremo ancora bisogno di farci scaldare cuore e membra da un piatto di stinchi fumanti?

    martedì 31 marzo 2015

    Solo una torta alle pere e ricotta.Il mio contributo per celebrare la Giornata dei dolci da credenza.

    Quando la pera incontrò la ricotta nacque un soffice cuscino.
    Ecco perchè soltanto una torta semplice di pere e ricotta; a volte ci sentiamo stanchi, a volte sentiamo il bisogno di calore; di sprofondare nella pace più dolce, di mettere a tacere i rumori di fondo del mondo attorno a noi e anche quelli assordanti del mondo dentro noi.
    A volte, senza tristezza nè dolore alcuno, vogliamo soltanto vedere e gustare il lato  semplice della vita e restare fermi senza sentirsi pigri, sentirsi vivi anche nella pausa.

    Con queste parole un paio d'anni fa pubblicavo la ricetta di questa semplicissima torta da credenza senza sapere che oggi questo delicato comfort food sarebbe stato il mio contributo alla Giornata dei Dolci da Credenza per i Calendario del Cibo Italiano.
    Senza neppure immaginare che avrei ripubblicato indossando esattamente lo stesso stato d'animo d'allora.La vita nella sua essenza mi stupisce sempre; con la sua capacità di essere sempre un paio di passi avanti a me, incurante del fatto che vivendola sia proprio io a legittimarla, semplicemente mi precede, a volte se ne frega e altre mi aspetta.

    giovedì 26 marzo 2015

    Pensando ai Paesi Baschi,ovvero tartellete brisèè al timo e miele di cardo con mousse al formaggio di capra,peperoni in agrodolce e uovo di quaglia






    I luoghi non si posseggono, fortunatamente, come molte delle cose che realmente 
    contano nella vita, si sottraggono all'assurda logica dell'essere umano che si vede padrone di tutto.
    Per quanto ostinatamente ci convinciamo che un posto sia in qualche modo nostro questa certezza ,in realtà, è solo un'illusione. 
    Eppure più volte mi sono scoperta a pensare che le persone potessero appartenere ai luoghi, questo si, lo credo possibile. 
    Io sento di appartenere ai Paesi Baschi spagnoli.
    La loro natura, la loro storia, la gente, il cibo mi hanno portato lì una prima volta e poi mi hanno "costretto" a tornare...e tornare.
    Ho viaggiato ed amo viaggiare, non credo che sarei la persona che sono oggi se non avessi avuto la possibilità di farlo; nei miei viaggi ho avuto il privilegio di vedere l'incanto del mondo e della natura, i Paesi Baschi, nonostante il loro fascino, non sono forse il posto più bello che io abbia mai visto ma sono con sicurezza l'unico posto in cui ho sentito che potrei vivere, l' unico a suscitarmi il desiderio di fermarmi.
    Quando ho scoperto quale era la sfida di questo mese il pensiero è corso immediatamente là, tra le stradine dei paesini, nell'acqua fredda dell'oceano, in piedi ai banconi dei locali, spesso piccoli e affollati, in cui si ride, si parla e si beve senza badare al tempo che passa. 
    Ho sentito subito in bacca i sapori che tanto mi hanno stregato dei pintxos, piccoli capolavori della cucina locale, piccole meraviglie che solo l'incontro tra la
    sensibilità, l'estro del uomo e una natura incredibilmente generosa può generare.
    Non saprei dire perchè ma non avrei potuto realizzare nient'altro che questa ricetta; vorrei essere certa di aver valorizzato al meglio la pasta brisèè di Michel Roux ed al tempo stesso di aver reso omaggio ad una terra che mi possiede, so di averci provato con grande amore.
    A Flavia non posso far altro che porgere mille ringraziamenti per aver scelto questa ricetta e avermi dato la possibilità di viaggiare anche stando semplicemente con le mani in pasta.





    mercoledì 25 febbraio 2015

    Baci con cuore di cioccolato bianco,granella di nocciola e liquore alle pere e cupola di pere allo zenzero...e poche parole d'amore





    Questo mese ho pensato di rinunciare.
    Non perchè il tema della sfida non mi piacesse, mi piace eccome, ma perchè non mi ero mai cimentata prima d'ora nella realizzazione dei Baci, anzi non mi ero mai cimentata nella realizzazione di nessun tipo di cioccolatino. Una sola volta, parecchi anni fa, provai a temperare il cioccolato per la guarnizione di una torta ed il risultato fu talmente fallimentare che ancora oggi al pensiero rabbrividisco.
    Eppure rinunciare ad una sfida per la paura del fallimento è qualcosa che non mi appartiene e dopo lunghi ripensamenti, dettati dall' assenza della strumentazione necessaria e dal tempo tiranno che spesso mi manca, mi sono decisa a fare quella che per me è la cosa giusta.
    Ho scelto di provare ed ho fatto bene perchè stavolta il risultato è stato un veramente esaltante, il cioccolato di copertura sono riuscita a temperarlo bene, l'interno aveva esattamente il sapore che avevo immaginato e l'occupante lato desto del letto, vero destinatario di dedica e baci, era veramente entusiasta mentre li divorava avidamente. Dunque che dire se non che devo molto ad Annarita, grande "mastra cioccolataia" e altrettanto devo allo stesso Mtc che mi stimola e riesce a tirare fuori ogni volta un qualcosa di me che nemmeno io sapevo di avere.
    Infine due parole per quel che riguarda la sfida nella sfida; la dedica, l'amore è un territorio sconfinato e misterioso a volte, piccolo e semplice altre volte, personalmente l'amore ha sempre abitato la mia vita in molti modi, avendo molti volti diversi, ed io ho sempre cercato di parlarne senza parlarne( mi rendo conto di  essere un pò contorta e chiedo venia) perchè parlandone apertamente, spiegando a parole i sentimenti, ho sempre il timore di sporcarlo un pò, di banalizzarlo. Per questo motivo ho scelto una dedica che può sembrare fin troppo scarna, poche parole scritte da me che stanno però a significare ciò che provo nel profondo.

    mercoledì 28 gennaio 2015

    Canederli di pescato locale in brodo di pesce allo zafferano...e grazie babbo e grazie piccole mani!











    Ogni mese una sfida splendida, ogni mese una lotta contro il tempo, un gioco di ricerca, una gran voglia di sperimentare, un profondo desiderio di migliorare...grazie all'MTC ogni mese catturo un'emozione nuova, me ne nutro e nel momento stesso in cui riesco a pubblicare so che quell'emozione è entrata davvero a far parte di me.
    Questa volta però è stato diverso, è stato, se possibile, ancor più emozionante, la forza del sentimento che ho provato è stata davvvero dirompente e ammetto con estrema franchezza che non me lo aspettavo.
    Conoscevo i canederli e li avevo mangiati già in più occasioni, talvolta mi erano piaciuti molto, altre volte meno ma non mi ero mai cimentata nel tentativo di cucinarli semplicemente perchè in qualche modo sentivo che non mi appartenevano; così quando ho letto il tema della prima sfida dell'anno mi sono detta che sarebbe stato bello scavare un pò più nel profondo, capire la tradizione, la cultura di questo piatto ed anche in che modo, mettendoci qualcosa di me stessa, sarei riuscita ad appartenere io a loro.
    Allora ho letto tutto quello che Monica ha sapientemente scritto nel suo post ed ho inziato un viaggio alla ricerca del canederlo perfetto per me; ho scelto il pesce perchè è  probabilmente, in tutte le sue molteplici declinazioni, uno dei miei alimenti preferiti, ho voluto che fosse piccolo pescato locale freschissimo per una forma di ossessione nei confronti della scelta e del rispetto delle materie prime e della stagionalità ed ho voluto aggiungere una nota di affumicatura con salmone scozzese.
    Poi il viaggio mi ha guidato nella scelta degli odori, dei sapori e dei colori che avrei voluto riconoscere nel piatto e sono arrivati lo zafferano per il brodo e il limone per l'interno dei canederli.
    Restava il pane, l'alimento principe della ricetta. Inizialmente credevo che avrei scelto semplicemente un buon pane che rispettasse le indicazioni di Monica ma qualcosa mi spingeva a pensare che non sarebbe stato del tutto giusto, sentivo di voler andare oltre, per me stessa, mi mancava ancora qualcosa , un elemento della tradizione che sentivo fortemente presente nella ricetta di Monica, che io non volevo tradire e che non poteva   non essere legato pane.
    Allora ho chiesto a mio padre di insegnarmi a fare il pane fatto in casa; mio padre, anzi il mi babbo, è un uomo del quale potrei scrivere in eterno e probabilmente non mi annoierei, lo amo profondamente e non aggiungerò altro riguardo a lui per paura di sciupare con parole superflue il sentimento che mi lega a lui.
    Ecco che la mia versione dei Canederli, finalmente ha preso vita; mentre le piccolissime mani di mia figlia spargevano la farina sul tutto il pavimento della cucina.