domenica 25 settembre 2016

Gnocchi di patate su crema al Castelmagno, nocciole tostate e petali di zucca




Gli Gnocchi.
Ecco chi sono i protagonisti di questa 59esima sfida dell' Mtchallenge.
Annarita li ha scelti, ce li ha spiegati, ce li ha insegnati, Annarita ci ha preso per mano e accompagnato alla scoperta di un mondo fatto di patate, di cotture diverse, di possibili condimenti, di accostamenti magici.
Chissà se quando lo ha fatto sapeva che in cambio avrebbe ricevuto come regalo il contenuto dei cassetti della memoria di così tante persone, chissà se intuiva davvero il carico emotivo che lega questo piatto alla tradizione italiana e con lei ad infinite varianti fatte di tradizioni familiari. 
Così nei loro post i partecipanti di questa incredibile sfida hanno ribaltato la situazione, preso per mano Annarita e portata alla scoperta di un sottobosco magico fatto di sentimenti, di gesti sapienti rubati alle donne della propria casa, di pensieri rivolti a chi si ama ancora nonostante sia ormai lontano; un sottobosco d'amore talvolta orientato a mantenere intatta la tradizione, in altri casi fattosi trampolino di lancio per l'innovazione, per la rivisitazione. Una meraviglia.
E qui, per me, per il mio modo sentimentale di vivere la cucina sempre, mio malgrado ,legato alla tradizione sia quando l'abbraccio che quando la rinnego, per me che non riesco a maneggiare il cibo a prescindere dagli affetti gli gnocchi sono...il vuoto cosmico!
Mannaggia a te, adorata Annarita, gli gnocchi sono la totale assenza di ricordo, nessuna nonna, zia, mamma, babbo che li prepari, niente mani sapienti, niente profumi del cuore a cui collegarli, niente pranzi della Domenica su cui struggermi! Soltanto un ottimo primo piatto, soltanto comprati, artigianali, di buona qualità, sia mai, ma come cucinarli con amore senza un amore o un odio da cui partire?
Allora, complice il fatto che ultimamente in questa casa dormono tutti quando io non dormo e sono tutti svegli quando invece vorrei dormire, mi sono ritrovata vittima di una pippa spaziale, che elegantemente chiamerò riflessione profonda, sulla libertà. 
Su quanto sia difficile a volte gestire la libertà perchè non è mica semplice costruirsi una propria strada se non ce n'è una da abbandonare, modificare un sapore se non ce n'è uno da cui partire, creare un sentimento dal nulla.
Nascono così i miei gnocchi e diventano catartici via via che li preparo.
Cuocendo le patate sotto sale perchè è un tipo di cottura che ho scoperto da sola tempo fa per fare il purè quando ho iniziato ad approcciarmi più seriamente alla cucina, un tipo di cottura che nessuno in casa mia usava, ho sentito la libertà che si sperimenta da figli quando ci allontaniamo dai modi di fare dei nostri genitori e scegliendo di condirli con una fonduta di formaggio che tanto io amo quanto mia figlia odia mi sono sentita libera da quella me stessa madre che cede sempre il boccone migliore al suo amore più grande, 
Libera dall'obbligo di fare presto perchè non ho mai abbastanza tempo in questo periodo ho scelto di non comprare le nocciole nè la zucca ma di lasciare figlie e commissioni all'occupante lato dx del letto, incurante, per questa volta, della sua stanchezza e curandomi della mia invece sono andata direttamente a coglierle da un amico e mi sono concessa anche il lusso di un bicchiere di birra fresca e quattro chiacchiere.
Libera anche dal desiderio di essere libera ho preparato i miei gnocchi che sono classici eppure, per me, sono stati una vera novità. Fino a ieri, ora potranno essere qualcosa di più: una tradizione da tramandare, se domani qualcuno vorrà raccoglierla.
Grazie Annarita, grazie Mtc. Sempre!

lunedì 19 settembre 2016

Volete cambiare la vostra idea di gnocco?
Volete ampliare i vostri orizzonti in fatto di patate(no,non è un doppio senso)?
Volete sognare a nordica Svezia?
Ma soprattutto volete sapere che cavolo è il Paltschwimeel?
La risposta la trovate sempre qui stavolta con i miei Pitepalt svedesi per il tema del mese di Settembre dell' Mtchallenge
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mercoledì 25 maggio 2016

Cheesecake dolce cocco e fondente su base di sablè e granola.



I Santi e gli scellerati che hanno la pazienza e il coraggio di leggere i miei post dall'inizio alla fine sanno che sono poche le occasioni in cui questi sono post di pura cucina; quasi sempre sono introdotti da una qualche storia, sia essa legata ad un'idea o a un pensiero che quella determinata ricetta ha fatto nascere in me, sia ricordo che nasce nel mio passato e si realizza tra parole e pentole, sia pura fantasia, voglia di avventura, in ogni caso la cucina e il racconto si fondono insieme, non sembrano poter vivere autonomamente.
Non so esattamente quale sia il motivo che mi porta sempre a legare cibo e parole; il fatto è che solo così sento di riuscire ad esprimermi a pieno, solo così sento di riuscire a dare, a chi ne vuole, qualcosa di me senza avarizia: mestolo in una mano, penna nell'altra.
Ognuna delle sfide di questo incredibile gioco che è l'MTC  ha fatto sì che io dessi vita a una ricetta e a una storia entrambe in qualche modo destinate in primis a coloro che quella sfida l'avevano indetta; i bravissimi, tutti, vincitori della sfida precedente.
Non sarà così questa volta. 
Per la prima volta, non ci sarà un racconto a far da corollario alla mia, purtroppo unica, interpretazione di Cheesecake e non pensate, cari Fabio ed Annalù che il motivo sia uno scarso interesse per questa sfida che, invece, ho amato moltissimo; non pensate che sia perchè non voglio destinarvi oltre alla ricetta anche la storia, non pensiate che io non vi stimi, perchè vi amo e vi trovo imbarazzantemente bravi: piuttosto sappiate, per quanto possa sembrare un discorso macchinoso, che il motivo è che questa volta la ricetta è anche la storia in tutto e per tutto.
In questa mia ricetta dolce di cheesecake ci sono io e c'è la storia in diretta del momento che sto vivendo. Grazie Annalu e Fabio perchè siete dannatamente bravi e competenti ma al tempo stesso divertenti e mai noiosi.

E adesso procediamo in ordine dal basso verso l'alto cercando di dare un senso a tutto!
La base di questo mio dolce affonda le radici nella sfida precedente e nella mia nota testardaggine. Per la sfida sui biscotti di frolla sono riuscita a realizzare una sola ricetta, molto semplice a causa di uno stato di quiete al quale sono stata obbligata, e che male mi si addice, onde evitare parti prematuri e conseguenti drammi perciò quando ho scoperto il tema della sfida di questo mese ho deciso di partire da una base fatta con frollini sablè al cacao amaro, giusto per riscattarmi, in corso d'opera ho poi valutato che questa base potesse essere resa più interessante e meno monotona al palato aggiungendo un elemento croccante in grado di vivacizzare in gusto e struttura la base: da qui l'inserimento della granola, rigorosamente fatta in casa, che non ci vogliamo far mancare niente.
La parte cremosa del cheesecake invece nasce in maniera più complessa; l'occupante lato dx del letto adora questo dolce nella versione a crudo, io lo preferisco, ovviamente secondo legge matrimoniale, cotto e tempo fa in un libro ero rimasta folgorata da una ricetta di cheesecake crudo che prevedeva un procedimento per me del tutto inedito per la preparazione della parte cremosa:inserimento di tuorli d'uovo e montaggio della crema stessa a caldo senza però il passaggio di cottura in forno.
Ho deciso che era giunto il momento di provare questa tecnica, anche perchè speravo in questo modo di evitare l'uso della gelatina e no, non sono contraria all'uso colla di pesce, agar,agar o simili ma avevo voglia di provare a fare qualcosa di diverso e, ammettiamolo, di provare il brivido connaturato al rischio di un cedimento strutturale, tragico ma pur sempre divertente.
Per quanto riguarda il gusto, un classicissimo cocco allo stato duro e puro, eccezion fatta per un tocco leggermente acidulo conferito da poca scorza di limone, esso è una dichiarazione d'amore, profondo ed eterno alla piccola dittatrice di casa( quella già nata s'intende, che grazie a Dio quella che deve nascere ancora non esprime pareri in quanto a gusti alimentari) che nell'ultimo mese c'ha tenuto particolarmente a farmi sapere in tutti i modi possibili immaginabili quanto le piace il cocco; il suo modo preferito per ricordarmelo è quello di andare in giro per il supermercato servendosene autonomamente e infilandomelo direttamente nel carrello nelle sue più svariate versioni: cocchi interi, lattine di latte di cocco, buste di cocco rapè, yogurt al cocco e noti biscottini al cocco. Ringrazio nuovamente il padre eterno, in questo caso  perchè, almeno dalle mie parti, non si trovano in commercio altri prodotti"cocchiari".
Infine per il topping ho deciso da subito di usare del cioccolato fondente perchè volevo richiamasse la base del cheesecake e perchè volevo parlasse di me: amo un solo cioccolato, quello nero, fondente e possibilmente rock(leggasi minimo fondente al 70%). Le  decorazioni di cioccolato temperato sono invece semplicemente un vezzo, una malizia femminile; le ho volute fare perchè mi divertono, un pò come farmi le meches ai capelli prima del parto...roba oggettivamente poco utile che però mi ha fatto sentire figa.

martedì 17 maggio 2016

Cous-cous ai tre mieli

Oggi ricorre la giornata nazionale del Miele secondo lo splendido Calendario del cibo italiano dell'Associazione Italiana Food Blogger
L'ambasciatrice di questo importante appuntamento è la nostra Susanna Canetti ed io ho personalmente pensato di dare il mio piccolo, ma sentito, contributo in questo giorno per omaggiare appunto il miele e tutta a sua grandezza, complice anche il fatto di aver ideato solo pochi mesi fa, in altra occasione, una ricetta in cui questo alimento dalle molteplici sfaccettature fa da protagonista assoluto.
Ho parlato di miele ma questo non è il termine giusto da usare, piuttosto credo sia importante parlare di mieli in quanto questo prezioso prodotto si trova nel nostro paese in moltissime varietà ciascuna con le sue specifiche caratteristiche e qualità, ciascuna con una sua precisa area di produzione e ciascuna adatta ad un certo utilizzo in cucina.
Ho concentrato la mia attenzione su tre tipologie di miele di produzione nazionale che personalmente amo molto ed ho cercato di farle dialogare all'interno di una stessa ricetta in maniera armonica e complementare.
Miele di Cardo, Miele di Borragine e Miele di Eucalipto...cerchiamo di conoscerli meglio.
Il miele di Cardo è prodotto principalmente in Sardegna ed in Sicilia, in minor misura in Calabria e sull' Isola d'Elba, poichè il cardo, di natura spinosa, attecchisce in ambienti montani e mediterranei. La pianta fiorisce tra maggio e luglio.
Questo miele cristallizza spontaneamente, ha colore ambrato e al palato risulta floreale-fruttato, è insistente e persistente in bocca ed ha un retrogusto che ricorda il caramello con una lieve nota amarognola.
Il miele di Borragine è prodotto in Italia nelle zone centromeridionali della costa adriatica, è un miele bianco dalla cristallizzazione fine, il suo sapore è delicato, leggermente aromatico e rinfrescante.
Infine il miele di Eucalipto è prodotto nel centro-sud e nelle isole, in tarda estate e in autunno, è di media dolcezza e media acidità, il suo sapore è molto intenso e ha una spiccata nota balsamica al palato. Si sposa bene con i piatti di carne. 
E ora la ricetta del mio Cous-cous ai tre mieli.

COUS COUS AI TRE MIELI

Ingredienti per 4 persone
220 g di cous cous
2 e 1/2 cucchiai da cucina colmi di miele di Borragine(vinagreitte per peperoni)
2 cucchiai da cucina colmi di miele di Eucalipto(marinatura e cottura carne)
1 e 1/2 cucchiaio di miele di Cardo(carote saltate)
1/2 coniglio
1/2 petto di pollo
2 peperoni rossi
4 carote viola
2 patate di montagna a pasta bianca
5 zucchine verdi chiare, piccole
1 litro di brodo di carne bianca
50 g di pistacchi
1 cucchiaino di semi di cumino
2/3 ciuffetti di menta fresca
sale qb


Per la vinagreitte dei peperoni
1 cucchiaio di aceto balsamico
5 cucchiai di olio evo
miele Borragine
sale e pepe qb

Per la marinatura della carne

3 spicchi d'aglio schiacciato
1 cucchiaino di timo fresco
1 cucchiaino paprica dolce
il succo di 1/2 arancio
7 cucchiai olio evo
miele di Eucalipto
sale qb


Realizzazione ricetta
Ho realizzato la ricetta in due giorni.
Il primo giorno ho disossato il coniglio ricavandone la polpa che poi ho tagliato in piccoli pezzetti, ho tagliato in piccoli pezzi anche il petto di pollo e ho unito la carne ad una marinata fatta con olio, sale,paprica dolce,timo fresco,aglio schiacciato,il succo dell'arancia e soprattutto il miele di Eucalipto. Questo è un tipo di miele che cristallizza e solidifica perciò l'ho prima scaldato leggermente a bagnomaria per scioglierlo. Ho lasciato marinare il tutto per tutta la notte e la mattina successiva in frigorifero.
Sempre il primo giorno ho preparato i filetti di peperoni in vinaigrette facendo abbrustolire i peperoni in forno a 200°, quando la pelle esterna è risultata completamente abbrustolita(quasi nera) ho chiuso i peperoni in sacchetti di carta da pane, in questo modo una volta intiepiditi è stato più facile spellarli.
Ho preparato la vinaigrette emulsionando il miele di Borragine con l'aceto balsamico,l'olio,sale e pepe.
Ho pulito i peperoni e li ho tagliati a filetti che poi ho condito con la vinaigrette, ho lasciato riposare il tutto fino all'assemblaggio del piatto.
Infine ho preparato un brodo leggero per il quale ho utilizzato gli scarti e le ossa del pollo e del coniglio, una patata, una carota, uno zucchino; ho fatto rosolare il tutto in una pentola con un filo d'olio e poi ho aggiunto acqua ben fredda. Ho fatto cuocere per un'oretta e mezzo circa e aggiustato di sale.
Il secondo giorno ho proceduto con le altre lavorazioni per realizzare il piatto. Ho tagliato a brunoise le carote, gli zucchini e le patate e poi ho proceduto con tre cotture differenti per motivi legati ai tempi di cottura e soprattutto al fatto che avrei cotto ciascuna verdura con spezie ed aromi diversi. Per prima cosa ho cotto le patate usando un filo d'olio nella rosolatura e poi ultimando la cottura coprendole a filo con un mestolo abbondante di brodo preparato il giorno prima per ottenere una consistenza fuori compatta ma internamente morbida delle patate,non ho aggiunto sale perchè la sapidità del brodo era sufficiente; poi ho saltato il padella velocemente le zucchine, con aglio schiacciato, per pochi minuti affinchè mantenessero una consitenza croccante ed ho aggiunto la menta fresca spezzettata e aggiustato di sale. Infine ho cotto le carote viola sempre in padella ma con l'aggiunta di cumino e del miele di cardo,stemperato in un mestolo di brodo caldo, anche queste sono state cotte per poco tempo, giusto il necessario a far amalgamare tutti i sapori, anche qui non è stato necessario ulteriore sale.
A questo punto ho proceduto con la cottura della carne che ho cotto per circa un quarto d'ora spadellandola prima e aggiungendo su su la marinata, dalla quale in precedenza ho eliminato gli spicchi d'aglio, infine ho aggiustato di sale. Poi ho tostato in padella senza l'aggiunta di grassi i pistacchi che precedentemente avevo tritato a coltello, giusto pochi istanti affinchè si tostassero. Mentre ultimavo la cottura della carne ho preparato il cous cous mettendolo in una ciotola e coprendolo di brodo tiepido in pari quantità, avrei voluto un cous cous non precotto ma non sono riuscita a trovarlo, ho coperto con un panno pulito di cotone per circa cinque minuti tempo necessario a far reidratare il cous cous, una volta pronto l'ho sgranato con una forchetta e vi ho aggiunto le verdure ancora tiepide.

Ultima fase del piatto è stato l'assemblaggio: ho posto su un piatto un coppapasta quadrato e vi ho inserito un primo strato di cous cous tiepido con verdurine brunoise che ho alternato con uno stato di filetti di peperoni in vinagreitte, questi freddi, ho coperto con un secondo strato di cous cous sul quale ho adagiato la carne ben calda irrorandola con un cucchiaio di sugo ottenuto in cottura e ho finito il piatto aggiungendo i pistacchi  e zeste d'arancia a guarnire




sabato 23 aprile 2016

Biscotti di frolla classica alle spezie...storia di un'amicizia





Tu alta, mora.
Io bassa, bionda.
Tu occhi scuri, sguardo profondo.
Io occhi chiari, sguardo brillante.
Tu nord italia senza alcun campanilismo.
Io centro italia e troppo campanilismo.
Tu mai una valigia pronta e sempre in partenza.
Io valigia sempre pronta, non sia mai mi riesca di partire.
Tu calma, intorno a te si muove  tutto vorticosamente e tu procedi lentamente con grazia,
Io in perenne movimento, quando tutto intorno a me sta fermo io procedo come una valanga.
Tu intelligente, formazione scientifica.
Io intelligente, formazione umanistica.
Tu medicine alternative.
Io medicine tradizionali.
Ci siamo incontrate in momento della vita in cui tutto cambia e si capisce che non si sarà mai più le stesse di prima, pur portandosi dietro per sempre ciò che si era prima.
Simili nel nostro non riuscire ad accettare le cose senza farsi domande.
Simili nel usare l'ironia e la fantasia come armi.
Abbiamo davvero scoperto insieme che l'amicizia può nascere in luoghi e tempi insospettabili.
In comune la volontà di crescere senza perdersi, maturare con profondità ma con leggerezza, sognando un "pensiero superficiale che renda la pelle splendida".
In poco tempo siamo diventate complici prima, amiche successivamente.
Poi sono arrivate le possibilità, che grazie al cielo, arrivano con una folata di vento più forte delle altre e cambiano tutto; tutte le abitudini, tutte le carte in tavola.
Quelle possibilità che cambiano il grosso della vita in meglio, per fortuna, e al tempo stesso cambiano il piccolo meglio della vita in peggio;  perchè è pur sempre vero che ogni conquista, che ogni scelta, per quanto giusta sia, nasce da una qualche rinuncia e  la si paga con lo stomaco prima che con la testa.
E sei partita, con la tua valigia pronta solo per metà, con i tuoi uomini a farti da scorta, quello piccolo per mano e quello grande alla tua sinistra.
E forse è colpa della pioggia che dopo tanto sole è tornata a scendere, forse è colpa del mercato dove andavamo insieme tutti i sabati mattina, forse è il tuo compleanno passato da pochi giorni, forse sono gli ormoni e questa pancia che continua a crescere ma mi manchi, amica mia, in questi giorni più del solito, anche se soltanto fisicamente perchè, per fortuna, siamo state brave a non perderci.


Sicuramente è merito di  Dani e Juri del blog Acqua e Menta se ho avuto la scusa valida per  preparare questi biscotti. Grazie a loro, alla loro splendida proposta per questa sfida n 56 dell' Mtc ho preso la ricetta che mi ha lasciato una grande amica e l' ho trasformata in una ricetta mia, grazie alle indicazioni sapienti che hanno saputo dare loro ho trasformato la ricetta dei biscotti invernali di Maddalena in una frolla profumata di spezie e intensa nella sua assoluta semplicità.

giovedì 31 marzo 2016

SIAMO TOURNATI-LE TORTE SALATE & L'MTCHALLENGE IN TOUR

Ci sono giornate belle e giornate brutte nella vita di ognuno di noi, ci sono giornate stanche e giornate piene di vita, ci sono poi le giornate di lavoro intenso e quelle di vacanza assoluta...i giorni di ciascuno di noi nascono e si susseguono velocemente in un continuum in cui noi spesso ci perdiamo senza prestare attenzione al fatto che quel giorno non tornerà identico, non potrà ripetersi.
Ecco oggi non è un giorno qualunque, oggi è davvero un giorno speciale, che ho atteso con trepidazione, che ho voluto con impazienza, un giorno in cui un pezzo di me, delle mie passioni, di un meraviglioso mondo a cui appartengo, l'MTC, prende vita, spiega le ali e vola!
Per questo il buongiorno lo do a voi tutti che leggete dicendovi che SIAMO TOURNATI E CHE ESCE FINALMENTE IL LIBRO DELLE TORTE SALATE DELLA SFIDA CULINARIA PIU' FAMOSA DEL WEB E NON E' UN LIBRO COME TANTI, E' UN LIBRO FANTASTICO, FRUTTO DEL GRANDE LAVORO DI ALCUNE GRANDI PERSONE E DELLA PASSIONE PER LA CUCINA DI ALTRE PICCOLE MA GRANDI PERSONE!!!!
INSIEME ALL'USCITA DEL LIBRO, EDITO DA GRIBAUDO DEL GRUPPO EDITORIALE FELTRINELLI, PARTIRA' OGGI ANCHE IL NOSTRO TOUR DI PRESENTAZIONE!!!
ULTIMA COSA, MOLTO IMPORTANTE, PARTE DEL RICAVATO ANDRA' A SOSTEGNO DEL PROGETTO PIAZZA DEI MESTIERI DI TORINO CHE E' UN PROGETTO CHE HA COME OGGETTO L'ARGINARE LA DISPERSIONE SCOLASTICA DEI GIOVANI INSEGNANDO LORO L'ARTE DEGLI ANTICHI MESTIERI.



Come ho già scritto tutto questo è stato possibile solo grazie alla volontà e all'impegno di alcune grandi persone e vorrei ringraziare in modo particolare Alessandra Van Pelt Gennaro e Mai Esteve e poi tutta, tutta a community di cui faccio parte, con tutto il mio cuore!


mercoledì 30 marzo 2016

Bellezza interiore...ovvero Crostini Neri su pane fritto e Spuma di Cipolle

Un pò di tempo fa ho realizzato questa mia versione dei classici "Crostini Neri" tanto cari alla mia terra ed ho oggi ho deciso di pubblicarli nuovamente in occasione della GN del Crostino, all'interno della Settimana del Quinto Quarto, secondo il grandioso Calendario del Cibo italiano dell'Associazione Italiana  Food Blogger!





Lui é un ragazzo pieno di doti.E' intelligente, di quell'intelligenza che fa crescere la stima delle persone intorno a te. E' divertente, dotato di ironia, spirito d'osservazione e  la sensibilità giusta per conciliarli. E' colto, soprattutto per la sua giovane età, ha la cultura bella di chi è curioso e non si accontenta. E' appassionato, brucia in lui il fuoco sacro di chi si batte per le cose in cui crede, quelle che ama. Lui è la vera anima della gioventù. La bellezza nel suo caso sarebbe un valore aggiunto e pazienza se non c'è.

Lei é bellissima, una bellezza acerba eppure finita.
E' bella tanto da provocare mancamenti nel genere maschile e invidie feroci in quello femminile. Ha occhi chiari, grandi e profondi, capelli neri come la notte è minuta e proporzionata e quando sorride lo fa come se quel sorriso fosse l'ultimo e te lo stesse regalando. Lei è una bellezza sfrontata, è arrogante, è sciocca, non ritiene di dover far nient'altro se non apparire, conquistare, non cura altro di sè.
Lei è la bellezza pura della gioventù. La bellezza per lei è il valore per eccellenza, e meno male che c'è.
Lui la ama, com' è banale ma naturale che sia; seduto sugli scalini davanti all' imponente portone della scuola le confessa i suoi sentimenti scegliendo le parole giuste, queste non banali, sentite, vibranti, ironiche. 
Lei lo guarda negli occhi, sorride buttando la testa di lato con quel suo modo speciale di farlo, schiude le labbra e fingendo stupore dice:" Non immaginavo tu provassi queste cose per me, e anche se non sei il mio tipo mi fa piacere. Comunque se vuoi possiamo rimanere amici...sei una persona così bella dentro!"
Lui non resiste, le sue doti non gli permettono di rimanere in silenzio e con un sorriso amaro ma delicato le risponde: " Non credo sia possibile rimanere amici ma mi farebbe piacere sapere esattamente cosa trovi più bello di me, cuore, fegato reni o polmoni?"

Mentre guardo le frattaglie sparse sul piano di legno e mi accingo a preparare una delle ricette che mi appartengono in assoluto di più trovo che i piccoli cuori di pollo con la loro forma delicata, il colore rosso e violaceo della milza che si intravede sotto la buccia, i bordi smerlati dei fegatini di pollo e coniglio simili a petali di fiore siano veramente una rappresentazione della bellezza interiore e mi torna in mente questa storia che mi raccontò Lui, che all'epoca era il mio compagno di banco.
Quando me la raccontò mi fece molto ridere, oggi, che sono cresciuta e la cucina è parte fondante di me, ora, che come cuochina ho la grande fortuna di non avere difficoltà nel maneggiare, pulire e cucinare le tanto temute frattaglie so che la bellezza interiore può assumere mille e una sfaccettature.....non ultima e non meno nobile quella che sta all'altezza di cuori, fegati e milze. 

Voglio e devo ringraziare infinitamente anche questo mese: Cristina in primis, e le donne mitiche dell'Mtc come sempre, per la possibilità che questo appuntamento mi ha dato di rivisitare qualcosa che fa parte della cucina di casa mia, della mia cultura contadina toscana aggiungendo un pezzetto di me. 
Infine mi scuso con i puristi: so che nella versione originale è fondamentale mettere la cipolla nel soffritto ma il mio essere allergica non me lo permette perciò ho pensato che aggiungerla dopo sotto forma di spuma potesse essere un modo carino per non farla mancare agli altri commensali.